Dal Vangelo secondo Leibniz
lunedì, giugno 22, 2009 | Author: Ale
I dieci comandamenti dello studente di Analisi Matematica:

  1. Non avrai altro Dio all'infuori di Taylor
  2. Non nominare il nome di Weierstrass invano
  3. Ricordati di santificare i punti di accumulazione
  4. Onora gli intervalli chiusi e limitati
  5. Non calcolare la tangente in pi greco mezzi
  6. Non derivare (se la funzione non è continua)
  7. Non commettere L'Hopital impuro
  8. Non pronunciare falsa dimostrazione
  9. Non desiderare la funzione d'altri
  10. Non desiderare il teorema d'altri
e per finire
  • Ama il numero di Nepero come te stesso

Felicità d'artificio
mercoledì, giugno 17, 2009 | Author: Ale

http://th09.deviantart.net/fs17/300W/f/2007/167/1/f/Pisa_on_fire_III_by_xxNeutroNxx.jpg

Negalo.
lunedì, maggio 18, 2009 | Author: Ale
Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino.
Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana.
E la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento.
Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore: sono queste le cose che ci tengono in vita.


[ L'Attimo Fuggente ]



Annuntio Vobis Gaudium Magnum: HABEMUS UBUNTU
sabato, maggio 16, 2009 | Author: Ale
Le macchine ce l'hanno con me. Si stanno ribellando. Stavo pensando che forse avrei dovuto prenderlo come un segno del destino, ma non credo al destino, per cui logicamente non posso nemmeno credere che il destino mi possa mandare dei segni. Dopo questa perla di stoltezza passo a raccontarvi dei recenti avvenimenti.

Dopo mesi e mesi di tentennamenti, giovedì pomeriggio mi decido ad installare Ubuntu [Breve parentesi: Ubuntu è un sistema operativo, tipo Windows]. Metto il disco, e non funziona. Riavvio il computer, e non funziona. Aggeggio nel BIOS, e non funziona. Perdo tutta - forse non avete letto bene, lo ripeto: TUTTA - la giornata a cercare di installare 'sto cacchio di Ubuntu e non mi riesce.

E stanotte torno a casa, e trovo sul tavolo un messaggio di mio papà "Ubuntu funziona, il nome utente è ale e la password è quella che avevi detto te". Mi vengono quasi le lacrime, che si trasformano in un pianto copioso quando accendo il computer e vedo che effettivamente mi chiede se voglio avviare Windows oppure Ubuntu.

Adesso è doveroso ringraziare tutti, quindi:
- Grazie ad Annalisa e Nicola che mi hanno fornito il disco di installazione. Poi alla fine ne ho dovuto utilizzare un altro che ho masterizzato da me, ma grazie lo stesso
- Grazie a Simona per avermi fatto parlare con Enzo
- Grazie, quindi, ad Enzo, che molto gentilmente ha cercato di spiegare ad uno sconosciuto completamente ignorante in materia che cosa fosse una macchina virtuale
- Grazie a Laura per aver preso gli appunti di Fisica mentre io cercavo mi deprimevo sul programmino di Algoritmica
- Grazie a Vezio per aver tentato di consolarmi: "Eh, i computer fanno così, tu segui tutte le istruzioni e non funzionano per qualche strano motivo"
- Grazie a Filippo, che ormai è il mio tecnico di fiducia, anche se stavolta non ha potuto fare niente contro la forza di ribellione delle macchine nei miei confronti
- Grazie a Giuli, per... boh, così!
- Grazie a Valentina, per avermi caldamente consigliato di cambiare computer. E' sempre una soluzione...
- E infine, Grazie al Santo Padre, che non è il Papa, ma è il papà - mio papà - perché in casa lo chiamiamo per scherzo il Mago del Web, ma delle volte qualcosa ci capisce davvero (e poi ha avuto culo).

Ed ora c'è la seconda mission: impostare la rete internet!
Ragazziiiiii, mi date una mano?

Colpo di culo
venerdì, maggio 01, 2009 | Author: Ale
Sostantivo, maschile.

(1) Cercare parcheggio a Tirrenia, e trovarlo.

(2) Cercare parcheggio a Tirrenia, e trovarlo non a pagamento.

(3) Cercare parcheggio a Tirrenia, trovarlo non a pagamento e proprio davanti all'entrata della spiaggia dei tuoi amici.


Il dimentica-giorni
mercoledì, aprile 29, 2009 | Author: Ale
Dunque, la cosa sicura è che io non ho memoria. O meglio: ce l'ho, ma non mi funziona molto bene. Ricordo solo le cretinate più assurde, e ovviamente le cose tristi (ma quello è normale, quindi non è molto interessante). Per esempio, ricordo che in quinta elementare avevo usato il pennarello verde per depennare "pasta al pesto" dal menù della mensa. E ricordo che alle medie avevo trucidato un'intera gomma per tirarla addosso a Martina L, ma la prof di italiano mi scoprì e rovinò il piano diabolico che avevo architettato (parentesi: deve essere da quel momento che la maledizione della gomma mi colpì, e da allora fui condannato a disegnare cose senza senso sul quaderno, e a cancellarli subito dopo. Un vizio che è durato per tutti e cinque gli anni di liceo - mi chiamavano Cancellino, da tanto che usavo la gomma - e che mi porto ancora dietro. Finiamo 'sta parentesi, va'...). Poi ricordo che alle superiori la prof mostrò a tutta la classe un mio schemetto di storia, che secondo me era orribile, ma che evidentemente a lei piaceva. Vi garantisco che era una cosa inguardabile; da tanto che avevo premuto col pennarello c'era anche venuto un buco veramente antiestetico. Il primo ricordo che ho è di me seduto sul mobiletto del telefono a chiedere a mia madre lo yogurt all'albicocca. La leggenda vuole che la prima parola che ho pronunciato sia stata "Cocca" che sta appunto per "Yogurt all'albicocca", ma queste sono solo voci mai verificate. Da piccolo mangiavo un sacco. Ed ero anche bello paffuto, non come adesso, che se mi vedesse un egizio mi mummificherebbe.

Tutto questo patetico preambolo sarebbe dovuto servire per dire che ci sono ricordi che, sebbene siano cazzate incredibili, non vorrei eliminare. Oddio, dello schemetto di storia ne farei volentieri a meno. Però ci sono altre cose che invece mi piacerebbe dimenticare. Pensieri, eventi passati, giornate. Oggi, per esempio. Vorrei svegliarmi domani e non essere consapevole di quel che è accaduto oggi. Passare dallo ieri al domani. Solo per questa volta, sia chiaro. Conosco la storiella che ieri è passato, domani è un mistero, ma oggi è un dono, per questo si chiama presente. Sì, sì, lo so, evviva, non ci son più le mezze stagioni, mangiare frutta e verdura fa bene, il nuoto è lo sport più completo. Okay. Però no, sono un attimino nervosetto. Ci vorrebbe che qualcuno inventasse un oggetto per me. Il dimentica-giorni. L'ho pensato così: si indossa un casco (lo immaginerei rosso con disegnate delle saette gialle, ma se poi è di qualche altro colore va bene lo stesso), a cui sono collegati tutti dei cavetti blu (che anche se non sono blu è lo stesso, insomma...) che fanno capo a una macchinetta. Qui si imposta il giorno, poi si preme il tastone verde al centro (che anche se non è verde... oh, diamine, avete capito!). E ta-daaan! Giornata scomparsa. Oh, sì, farebbe al caso mio.

Il verso è tutto e può tutto
giovedì, aprile 23, 2009 | Author: Ale
Il verso è tutto. Nella imitazione della Natura nessuno strumento d’arte è più vivo, agile, acuto, vario, moltiforme, plastico, obbediente, sensibile, fedele. Più compatto del marmo, più malleabile della cera, più sottile d’un fluido, più vibrante d’una corda, più luminoso d’una gemma, più fragrante d’un fiore, più tagliente d’una spada, più flessibile d’un virgulto, più carezzevole d’un murmure, più terribile d’un tuono, il verso è tutto e può tutto. Può rendere i minimi moti del sentimento e i minimi moti della sensazione; può definire l’indefinibile e dire l’ineffabile; può abbracciare l’illimitato e penetrare l’abisso; può avere dimensioni d’eternità; può rappresentare il sopraumano, il soprannaturale, l’oltramirabile; può inebriare come un vino, rapire come un’estasi; può nel tempo medesimo possedere il nostro intelletto, il nostro spirito, il nostro corpo; può, infine, raggiungere l’Assoluto.


[ Il Piacere - Gabriele D'Annunzio ]